Lavorare in team in una startup: la forza della coesione

Quando si lancia un nuovo business è fondamentale avere un team coeso oltre che competente, in cui i componenti remino tutti nella stessa direzione.

federico chigbuh gasparini harviup

di Federico Chigbuh Gasparini - Team HarviUp

Pubblicato il 15 settembre 2016

Al successo di una startup concorrono vari fattori. Tra i più importanti, caro lettore, vi è la coesione del team.

Avere un’idea per risolvere un problema o appagare un bisogno oppure un desiderio è importante. Ma come ben saprai le medesime belle idee hanno l’abitudine di presentarsi a più persone contemporaneamente. In questo modo chi è più veloce nel passare dal semplice pensiero all’azione e ha una execution perfetta raggiunge il successo.

A tutte le altre persone rimarrà in mano solo il rammarico di non aver realizzato una bella idea oppure di averlo fatto nel modo sbagliato.

Ovviamente, se si vuole realizzare un progetto ambizioso non lo si può fare da soli. Occorre una squadra che condivida la stessa vision, la stessa mission, gli stessi valori e gli stessi obiettivi. Perchè lavorare in team significa innanzitutto lavorare di squadra.

Lavorare in team: l'elemento fuori dal coro o "pecora nera"

lavorare in team startup

In base alla nostra esperienza possiamo assicurarti che in una startup basta un solo elemento fuori dal coro per complicare il lavoro di tutti gli altri membri del team.

Il membro dissidente di un gruppo, visto come una sorta di “pecora nera” all’interno del team, non solo rallenta il lavoro degli altri e fa sprecare tempo ed energie preziose che potrebbero essere utilizzate in modo più proficuo nel far procedere più speditamente il progetto, ma ingenera anche malumori, cosa che causa perdita di focalizzazione e un minor grado di sopportazione dei livelli di stress.

Per questo motivo, sia nella fase di recruiting dei membri di un team sia in quella successiva di start up, è auspicabile l’intervento di un business coach specializzato anche nella gestione delle risorse umane.

In un primo momento, i founder dovranno lavorare con lui per trovare tra di loro un allineamento su vision, mission, obiettivi e valori.

Solo dopo aver fatto questo lavoro su se stessi e aver stabilito una road map per la startup potranno utilizzarla per selezionare altri membri del team che li aiutino a sviluppare il loro progetto innovativo. Chi è in predicato di entrare nella squadra dovrà aderire in modo fideistico al progetto.

Questo esclude la possibilità di far entrare nel team persone che vedono nella startup esclusivamente un mezzo per guadagnare uno stipendio, cioè chi ha una visione di se stesso nel ruolo di semplice dipendente ovvero la persona che cerca esclusivamente un posto fisso.

Queste persone vanno bene per un’azienda tradizionale, ma in una startup sono dannose poiché lì si lavora per obiettivi non in base a un orario di lavoro prestabilito e rigido, e lo stipendio dei suoi membri, specie se si è in una fase iniziale, è aleatorio.

lavorare in team esempio puzzleUn personaggio come quello descritto qui sopra dopo poco tempo diminuirà il suo impegno nei confronti del progetto e farà trapelare a gran voce i suoi malumori diffondendo negatività all’interno del team.

La negatività è un veleno insidioso che riesce a demotivare anche le persone più ottimiste. Per questo motivo va evitata come la peste. Essa causa perdita di focalizzazione e la tendenza a considerare tutte le sfide che si hanno difronte come ostacoli insormontabili.

Tenuto conto che una startup innovativa nasce per cambiare il mondo risolvendo un problema sentito dai founder e da una precisa nicchia di persone, capisci bene che essa non può permettersi di vedere circolare al suo interno un simile veleno.

Per fortuna, riconoscere questa tipologia di persone è abbastanza facile. Infatti, durante il colloquio preliminare si lamentano dei vecchi datori di lavoro, dei loro ex colleghi oppure dei loro clienti, se sono freelancer, o delle realtà con cui collaborano.

Quindi, puoi star sicuro che il prossimo di cui si lamenteranno sarai tu.

Lavorare in team: il ruolo dello Human Resources Officer

human resources officer

Altre volte, però, non è così semplice individuare una mela marcia.

Per questo motivo noi di HarviUp consigliamo sempre alle startup in fase di recruiting di munirsi di un HR di comprovata esperienza che le aiuti nell’arduo compito di selezionare l’elemento o gli elementi migliori da inserire nell’organigramma.

Sarebbe, però, cosa buona e giusta dotarsi di un HR che lavori a tempo pieno coi membri del team e non solo durante le fasi di ampliamento del medesimo.

Questo tipo di professionista dovrebbe essere utilizzato per implementare le job description dei vari ruoli e per verificare l’allineamento dei membri del team ai valori aziendali, alla vision, alla mission ed agli obiettivi perseguiti.

Oltre a ciò, dovrebbe stabilire i percorsi delle carriere all’interno dell’azienda e verificare il grado di soddisfazione di tutti i membri della squadra.

Tutto questo lavoro serve per aumentare il grado di consapevolezza di ogni startupper per favorire il grado di adesione al progetto e per rendere coeso il team intorno all’obiettivo principale, cioè il successo della startup.

A questo punto, caro lettore, non ci resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post, oltre a invitarti a rispondere alle domande del test startup con cui avrai l’opportunità di prenotare una consulenza gratuita di 60 minuti con i nostri specialisti che ti aiuteranno a focalizzare meglio il tuo progetto.

Stay tuned!

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