13 regole per la trasformazione digitale della tua impresa

Quali sono i principi fondamentali da tenere a mente per una digitalizzazione pienamente consapevole e realmente in grado di innovare i processi interni alla tua azienda, così da renderla più efficiente e competitiva sul mercato?

Andrea Donato - Business review specialist HarviUp

Pubblicato il  25 agosto 2018

Ogni giorno in Italia si tengono convegni, seminari, workshop ed eventi volti a promuovere la trasformazione digitale delle imprese, secondo il cosiddetto Piano Industria 4.0.

In questo scenario il rischio concreto è quello di giungere rapidamente al sovraccarico e alla saturazione divulgativa senza riuscire, tuttavia, a incidere concretamente sui comportamenti di scelta e decisione degli imprenditori.

Infatti, finché la materia rimarrà oggetto di ipotesi virtuali, dissertazioni accademiche, descrizioni scientifiche, approcci teorici, e la casistica disponibile sarà relegata a grandi gruppi, a primari studi di consulenza internazionali e a costosissime applicazioni di software-house multinazionali, i dubbi sollevati dalle PMI e i loro conseguenti comportamenti attendisti appariranno pienamente comprensibili e legittimi.

Come potrebbe, una PMI adottare le soluzioni che oggi vengono portate come esempio di successo nei casi di studio?

Quanto credibili, in senso strettamente operativo, potrebbero essere valenti professori e ricercatori universitari seppur preparatissimi nella propria disciplina scientifica?

Quali e quanti benefici si possono realisticamente ottenere, in tempi brevi, al fine di raggiungere un ROI quantomeno accettabile?

Ma, soprattutto, come individuare chi possiede veramente le competenze necessarie per calarsi con efficacia nella complessità organizzativa e gestionale, divenendo interlocutore, promotore e realizzatore di cambiamenti così impegnativi?

In questo post cercheremo di dare una risposta a queste domande.

La trasformazione digitale secondo il Piano Industria 4.0

trasformazione digitale

L’applicazione di un programma strutturato e continuativo di investimenti in tecnologie digitali sta diventando rapidamente un differenziale competitivo, ma è ad appannaggio quasi esclusivo delle grandi aziende.

Certamente questo dato dipende in larga parte dalle minori risorse economiche a disposizione delle PMI, ma è altrettanto vero che se un imprenditore non vuole investire non ci sono incentivi fiscali, finanziari ed economici che tengano.

Le norme attualmente in vigore consentono alle PMI di avviare e consolidare gli interventi di digitalizzazione delle imprese, usufruendo di strumenti di incentivazione che hanno già dato risultati molto positivi nel rilancio degli investimenti industriali.

Il Piano Industria 4.0 del MISE si fonda sull’introduzione graduale delle 9 tecnologie abilitanti per la digitalizzazione delle PMI, che si caratterizzano per la capacità di:

  • creare modelli di interconnessione e collaborazione tra le informazioni e i sistemi;
  • integrare tecniche produttive capaci di migliorare le condizioni di lavoro;
  • aumentare l’efficienza e la qualità produttiva degli impianti;
  • diminuire il consumo di energia e gli sprechi;
  • finalizzare un’offerta capace di rimanere sempre allineata alla domanda;
  • favorire una produzione predittiva.

Le agevolazioni previste da questo programma ministeriale si concretizzano nella possibilità di aumentare del 250% l’ammortamento dei nuovi beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica 4.0 (il cosiddetto Iper-ammortamento).

Gli investimenti, però, devono essere riconducibili alle seguenti 3 categorie:

  1. macchinari controllati da sistemi computerizzati e/o gestiti tramite sensori;
  2. sistemi per l’assicurazione della qualità e sostenibilità;
  3. dispositivi per l’interazione uomo-macchina e il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0.

A questo strumento si aggiunge anche un super-ammortamento del 130% (140% nel 2017, ndr) per i beni immateriali (software e interventi di system integration) connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0, con l’avvertenza che questa agevolazione è consentita esclusivamente alle imprese ammesse a beneficiare della misura dell’Iper-ammortamento.

Cosa fare per la digitalizzazione della tua azienda

trasformazione digitale

Continuare a procrastinare gli interventi, dunque, non è l’atteggiamento più funzionale e vantaggioso per le imprese, perché i risultati ottenuti nelle aziende europee che hanno effettuato la trasformazione digitale da qualche anno parlano chiaro: risparmio stimato dal 10% al 20% sui costi di produzione, riduzione 30-40% sulle scorte di sicurezza, recupero di efficienza del 20-40% in altri ambiti della gestione industriale (Qualità, manutenzioni, fermi impianto, logistica, assistenza tecnica).

Anche le PMI possono e devono beneficiare dei vantaggi competitivi consentiti dal Piano Industria 4.0 con un’attenta analisi dello stato di partenza, una valutazione degli interventi da effettuare, una ricognizione delle tecnologie e delle competenze disponibili effettuate da un team di specialisti qualificati e di comprovata esperienza nella trasformazione digitale.

Ma quali sono gli interventi necessari per applicare in azienda la strategia Industria 4.0 ?

Per dare una risposta concreta agli imprenditori, che, comprensibilmente, vogliono fare scelte oculate e sostenibili, il team di HarviUp ha elaborato uno schema operativo di revisione dei processi aziendali per la trasformazione digitale del proprio modello di business e per introdurre le nuove logiche di Smart Factory e Smart Production.

Questo protocollo, denominato “VASA Tech” e previsto all’interno del nostro percorso di business review AZIENDA SPRINT, si applica a progetti di sviluppo nel Piano Industria 4.0 per la trasformazione digitale competitiva tramite le nuove tecnologie digitali, applicate ad aziende con un grado minimo di interconnettività e automazione.

Con questo strumento s’intende dare risposte concrete ai problemi più avvertiti dalle aziende, ma che risultano essere anche i più complicati da risolvere con gli strumenti tradizionali:

  • contenimento dei costi;
  • maggiore produttività degli impianti;
  • gestione efficiente;
  • decisioni tempestive e vantaggiose;
  • continuità di produzione;
  • incremento della qualità;
  • marginalità e redditività soddisfacenti.

L’obiettivo dichiarato è di conseguire maggiore rapidità di approntamento e produzione, di ottenere velocità, flessibilità e continuità produttiva – tenendo sotto controllo, in tempo reale, le variabili e le anomalie – di efficientare le linee produttive, raccogliendo dati per la gestione predittiva dei fermi di produzione, e di facilitare la personalizzazione del prodotto.

Tutte queste applicazioni si traducono in profitto, risparmio e competitività.

La raccomandazione più ragionevole quindi è quella di cominciare fin da subito a pianificare lo sviluppo digitale della tua azienda per i prossimi 5 anni.

Le "13 regole d'oro" per la digitalizzazione aziendale

Dopo questa lunga, ma doverosa, panoramica sui vantaggi che un processo di trasformazione digitale attentamente pianificato e consapevole può portare alle aziende come la tua, ti proponiamo un breve elenco di principi fondamentali che dovrai tenere bene a mente nel momento in cui deciderai di intraprendere un percorso di digitalizzazione aziendale.

Si tratta di 13 regole d’oro che ti consigliamo di stampare e diffondere all’interno della tua azienda, in modo che tutti gli attori coinvolti nel processo di innovazione acquisiscano la consapevolezza necessaria per affrontare questo tipo di cambiamento.

Le 13 regole d'oro per la digitalizzazione aziendale

Conclusione

La “Quarta rivoluzione industriale” non si concretizza solo con l’automazione estensiva in produzione, ma presuppone principalmente un cambiamento dei processi aziendali finalizzati alla “rimodellazione” del business su cui innestare le nuove logiche di Smart Factory, Smart Production e Smart Governance.

Senza la realizzazione di questi passaggi, prevalentemente, incentrati sul capitale umano con un approccio basato sui dati, e senza una profonda revisione dell’intera architettura organizzativa, il Piano Industria 4.0 rischia di rimanere per molte PMI solamente un investimento in tecnologia e non un cambio dei paradigmi gestionali, per consentire una migliore gestione e un migliore controllo dell’azienda, maggiore competitività, innovazione di prodotto e miglioramenti nei processi produttivi.

Risulta, quindi, decisiva la revisione delle procedure e dei processi interni, soprattutto trasversali e interdipartimentali, impostando un nuovo modello organizzativo più funzionale ed efficiente, per non correre il rischio di digitalizzare anche le inefficienze!

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